Nel libro Genitori a portata di cuore la formatrice di Comunicazione Nonviolenta Inbal Kashtan scrive:

Se aprite il giornale troverete inevitabilmente la descrizione di un mondo molto diverso da quello che desideriamo per i nostri figli. A livello locale e mondiale conviviamo con guerra, violenza, distruzione dell’ambiente. Come possiamo, da genitori, contribuire alla transizione della società verso la nonviolenza?

E più avanti aggiunge:

Come genitori abbiamo una notevole opportunità di vivere e modellare un paradigma diverso con i nostri figli: un paradigma che offra loro competenze per connettersi agli altri, risolvere conflitti e contribuire alla pace, per tutta la vita.

La Comunicazione Nonviolenta è uno strumento molto potente e utile a questo scopo, perchè offre un paradigma differente, basato sull’ascolto profondo, l’incontro e il superamento di pregiudizi e stereotipi. Come scrive Marshall Rosenberg, ideatore di questo modello, nel libro Crescere i bambini con la Comunicazione Nonviolenta:

Con la Comunicazione Nonviolenta si offre una direzione diversa: è una direzione che sorge dall’incontro tra due persone che si fidano l’una dell’altra, piuttosto che la direzione imposta da una parte che obbliga l’altra a sottomettersi alla sua autorità.

Questo non è certo una modalità che abbiamo appreso. Confessa Rosenberg:

Il modo di comunicare che mi è stato insegnato, basato sul giudicare i comportamenti come “giusti” e “sbagliati”, “buoni” e “cattivi” e sull’utilizzo della punizione, è moltocomune e, come genitore, l’ho adottato con molta facilità. Ma ho imparato che per le persone è molto più naturale connettersi in modo compassionevole, in modo rispettoso e fare le cose per la gioia di contribuire al benessere reciproco, piuttosto che utilizzare la punizione, la ricompensa e il senso di colpa come strumenti coercitivi.

Occorre, quindi, diventare innanzitutto consapevoli del modello disfunzionale appreso e interiorizzato; per poi allenarsi a creare una qualità di connessione (con se stessi e con i nostri figli) che contribuisca il più possibile alla collaborazione e soddisfazione dei reciproci bisogni.

Non è un compito facile. La stessa Inbal Kashatn lo ammette:

Trasformare la genitorialità è estremamente difficile nel contesto della realtà quotidiana e impegnativa della vita familiare. ma questa trasformazione consente una grande profondità di connessione e di fiducia tra i membri della famiglia. E al dilà del suo impatto su ciascuna famiglia, essere genitori profondamente connessi può guidare il movimento della nostra società verso un modno in cui i bisogni di tutti sono importanti e la pace è una realtà.

La posta in gioco è davvero alta. Credo che ne valga proprio la pena, se desideriamo migliorare le relazioni in famiglia e, insieme, seminare un futuro migliore per tuttə.

E penso sia utile l’invito dello stesso Rosenberg fare questo cammino non da solə, ma in gruppo, insieme ad altri genitori. Scrive verso la fine del libretto Crescere i bambini con la Comunicazione Nonviolenta:

Trovo che sia immensamente utile fare parte di una comunità di sostegno dove tutti condividono i concetti della Comunicazione Nonviolenta, dove trovano il supporto necessario per andare avanti (…) È facile, infatti, ricadere nei comportamenti abituali. Poter parlare con altri genitori, ascoltare le loro frustrazioni, raccontare loro le nostre difficoltà, è di grande aiuto.

A questo scopo propongo un breve percorso di 5 incontri a cadenza quindicinale a partire dal 21 ottobre alla sera su Zoom.

Gli incontri sono a perti a tutti i genitori che hanno voglia di crescere e camminare insieme.

Allego qui sotto la locandina per percorso. Se avete bisogno di ulteriori informazioni, contattatemi via mail (m.bonfanti@gmail.com) o su whatsapp (3287882410).

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Mario Bonfanti
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