“Se aprite il giornale troverete la descrizione di un mondo molto diverso da quello che desideriamo per i nostri figli. Conviviamo con guerra, violenza, distruzione dell’ambiente” – scrive Inbal Kashtan, formatrice di Comunicazione Nonviolenta, nel libro “Genitori a portata di cuore“. E si chiede: “Come possiamo da genitori, contribuire alla transizione della società verso la nonviolenza?”

Ci troviamo in un tempo piuttosto teso, carico di polarizzazioni e scontri sempre in agguato. Ci posizioniamo gli uni contro gli altri, spesso senza neppure provare ad ascoltarci; siamo scontrosi… in un contesto che ci oppone aprioristicamente gli uni agli altri.

Questa tensione non avviene sono a livello interpersonale, ma anche globale: una nazione, vivendo come avversario un’altro stato, interpreta ogni sua mossa come nemica e reagisce in base a questa percezione.

Questa modalità relazionale rischia di alimentare un modello culturale basato sull’inimicizia.

Come possiamo contribuire a modalità diverse, basate sulla collaborazione e cooperazione? Cosa possiamo fare per coltivare un mondo basato sulla pace?

Il dott. Piero P. Giorgi, ricercatore che ha dedicato buona parte della sua vita agli studi sulla pace, nel libro “La rivoluzione nonviolenta” sottolinea l’importanza di dedicare tempo ed energie ai bambini, se vogliamo avere ricadute durevoli a lungo temine nella nostra società.

Per questo è fondamentale intervenire il più presto possibile in famiglia, all’interno delle relazioni genitori-figli, così da educare le nuove generazioni alla nonviolenza e gestione pacifica dei conflitti. Scrive, sempre nel libro sopra citato, Inbal Kashtan:

Come genitori, abbiamo una notevole opportunità di vivere e di modellare un paradigma diverso con i nostri figli, un paradigma che offre loro competenze perconnettersi agli altri, risolvere i conflitti e contribuire alla pace, per tutta la vita.

I. Kashtan, Genitori a portata di cuore, Edizioni Esserci (RE) 2013, p.95

A volte, però, ci risulta difficile andare in questa direzione, se tutto il resto attorno a noi è basato su valori differenti. Può essere molto fatico e frustrante come genitori modellare la nostra famiglia e le nostre relazioni educative su valori come il rispetti, l’ascolto reciproco, la collaborazione, la risoluzione pacifica di tensioni, ecc. quando siamo da soli in questo compito. Ecco perchè Marshall Rosenberg, nel libro Preferisci avere ragione o essere felice scrive:

Se vogliamo agire per provocare cambimenti socio-politici, non dovremmo agire da soli, ma formare una comunità, La Comunicazione Nonviolenta può giocare un ruolo chiave in questo processo, perchè sostiene i membri di una comunità nel difficile compito di cambiare la disperazione in spiritualità trasformatrice, aiutandoli a darsi reciprocamente empatia.

M. B. Rosenberg, Preferisci acere ragione o essere felice? Edizioni Esserci (RE) 2009, p. 198

In questa direzione propongo alcuni incontri per genitori, grazie ai quali creare una comunità di supporto e alcuni strumenti pratici, utili tratti dalla Comunicazione Nonviolenta applicata per contribuire alla pace.

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Mario Bonfanti
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