Il linguaggio “giraffa”: comunicare in modo assertivo con la Comunicazione Nonviolenta.

Quando lo psicologo americano Marshall B. Rosenberg, negli anni ’60, ideò il modello poi chiamato Comunicazione Nonviolenta (abbreviato in italiano con la sigla CNV) propose anche altre denominazioni.

Egli da una parte temeva che l’aggettivo “nonviolenta” inducesse le persone a separare ciò che è violento da ciò che è nonviolento, come se questa distinzione fosse netta e oggettivamente delimitabile; dall’altra Rosenberg era preoccupato che molti associassero la parola “nonviolenta” ad atteggiamenti di sottomissione e remissività.

Per ovviare questa seconda deriva, egli scrisse con fermezza che “la CNV è un linguaggio molto assertivo (…) Siamo molto assertivi, ma senza trasformare la determinazione in violenza. Siamo determinati ma senza criticare gli altri (…) Impariamo a descrivere quello che accade in noi e diciamo chiaramente agli altri quello che vorremmo facessero” (M. B. Rosenberg, Essere me amare te, Edizioni Esserci, RE, 2010).

Invece per chiarire il primo punto, alla giornalista tedesca Gabriele Seils, che gli chiedeva chiarimenti, rispose: “Il termine nonviolento non mi è mai piaciuto fin dall’inizio. Tuttavia spesso è associato all’azione di Martin Luther King e di Gandhi, nella quale mi riconosco.” (M. B. Rosenberg, Preferisci avere ragione o essere felice? Edizioni Esserci, RE, 2009). Aggiungendo subito dopo che “il termine nonviolento non mi piace perchè lo usiamo per esprimere ciò che non vogliamo invece di dire cosa vorremmo veramente. Nella CNV, in realtà, cerchiamo proprio di esprimere ciò di cui abbiamo bisogno. C’è duqnue una contraddizione tra il vocabolo utilizzato e l’attitudine che supportiamo”.

E così Marshall provò a dare altri nomi al suo modello e invitò chi lo utilizzava ad essere creativo, invece che fossilizzarsi sul marchio registrato.

E una delle proposte alternative da lui utilizzate fu quella di “Linguaggio Giraffa“.

Perchè questo nome e da dove proviene?

Nel libro “In famiglia quale comunicazione?” Rosenberg risponde alla prima domanda, affermando: perchè la giraffa è il mammifero terrestre con il cuore più grande“. E, nel libro “Il linguaggio giraffa” specifica dove prese questo nome: “C’è un progetto negli Stati Uniti che si chiama Progetto Giraffa (…) Tutti i mesi i soldi che il progetto ottiene vengono usati per identificare una persona nel mondo che si comporta da vero essere umano e le fanno pubblicità”.

L’obiettivo base della CNV è proprio quello di aiutarci a “rimanere umani, anche in situazioni difficili” (M. B. Rosenberg, Le parole sono finestre oppure muri, Esserci Edizioni, RE, 2003).

E in questa direzione Rosenberg ha utilizzato la giraffa come l’animale simbolo di questa attitudine: essa, infatti, ha un cuore grande (che ci ricorda l’attegiamento empatico necessario per restare umani), ha il collo lungo (che permette di avere una visione prospettica più ampia) ed è ben salda sulle zampe (a ricordarci l’importanza della centratura in noi stessi). Infine, e non da ultimo, una giraffa con un calcio può allontanare un leone. Come affermava Rosenberg: “Le giraffe non sono personcine graziose e gentili” (M. B. Rosenberg, Preferisci avere ragione o essere felice? Edizioni Esserci, RE, 2009).

L’assertività non è essere accomodanti; non implica il mediare e scendere sempre a compromessi, sacrificando qualcosa di importante per sè per venirsi incontro. Essere assertivi richiede chiarezza dei propri bisogni e valori, discernimento tra ciò che è negoziabile e ciò che è per noi insindacabile, e anche capacità di esprimersi con determinazione e forza, quando necessario.

Proprio per sviluppare questo atteggiamento ed allenarci insieme ad essere sempre più assertivi, propongo un percorso annuale a cadenza mensile, attraverso cui allenarci in gruppo al Linguaggio Giraffa.

Il perCorso è aperto a chiunque voglia conoscere questo modello e allenarsi alla CNV insieme ad altre persone partendo da situazioni di vita tratte dalle nostre esperienze quotidiane.

Ecco, di seguito, la locandina con date e orari.

Per ulteriori informazioni e per iscrivervi, contattatemi.

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Mario Bonfanti
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